CityLife, Libeskind e Woodn: la meraviglia della modernità
18 dicembre 2013

Galeotto fu il MADE 2009. In quell'occasione scoccò la scintilla tra Daniel Libeskind e Woodn, perchè lo studio Libeskind Architettura di Milano cercava materiali convincenti, durevoli ed ecocompatibili per il progetto CityLife.
Tutto l'apparato di griglie e frangisole esterni era centrale, data la sua rilevanza nel disegno architettonico generale.
Dopo molte visite presso l'azienda bellunese, molte personalizzazioni dei sistemi di aggancio e di finitura dei profili, moltissime prove tecniche, Libeskind decise che Woodn era il partner giusto.
Quattro anni dopo, le Residenze Libeskind del quartiere CityLife (v. archivio news) dimostrano che il celebre architetto fece la scelta giusta.

Guarda l'intervista all'Arch. Agostino Ghirardelli, Direttore Tecnico Libeskind Architettura Srl Milano.


Intervista Arch. Ghirardelli (1)
"Perchè Woodn?"

Intervista Arch. Ghirardelli (2)
"Perchè i frangisole nell'architettura contemporanea?"

Oggi i primi cinque edifici con altezze variabili da 5 a 13 piani sono terminati e i primi residenti già vi abitano. E si può oggi cogliere in pieno la genialità del progetto complessivo.
Basta passeggiare per la piazzetta centrale: qualcosa a metà tra un giardino zen, un altopiano di guglie dolomitiche e un quartiere di lusso fatto per la vita efficiente, calma e ipertecnologica del ventunesimo secolo.
Qui il woodn non è più solo frangisole e protezione alla vista, un accessorio per difendersi dall'eccesso di luce, ma parte integrante della forma architettonica, perfettamente complementare alle altre componenti del disegno progettuale.
Infatti, l'architetto Ghirardelli, a capo dell'ufficio milanese dello Studio insieme a Lev Libeskind, ci spiega che in questi anni il progetto operativo è stato adattato alle potenzialità di resa estetica e alle specifiche di montaggio dei profili woodn, così come le sottostrutture di supporto e i sistemi di chiusura delle doghe sono stati adattati alla necessità di avvolgere con rigore e precisione assoluti diedri, spigoli e diagonali tutt'altro che regolari.

Insomma un risultato di assoluta eccellenza prodotto, oltre che dalla genialità dell'architetto, anche dalla costante cooperazione tra i progettisti e la Woodn, a sua volta in partenariato con la lombarda Dallera Tecnologie, che ha progettato e realizzato le sottostrutture di aggancio.
L'applicazione del woodn sulle pareti esterne degli edifici, un vero controcanto “vegetale” agli spigoli marmorei e modernissimi dei muri, ha richiesto 8 mesi di lavoro per le squadre di posatori che salivano con i carri-gru fino ad altezze di 30-40 mt per installare sostegni e doghe.
Da ottobre 2012 a giugno 2013 sono stati montati ben 30 km di profili Versatilis con altrettante anime interne di alluminio.

Il successo dell'operazione CityLife è importante perchè esibisce al meglio (e in previsione dell'Expo 2015) quel “saper fare” italiano maestro nello sposare estetica e tecnologia, ma capace anche di presentarsi in prima fila sul palcoscenico internazionale e vincere, a suon di innovazione e cooperazione, le sfide più interessanti poste dai grandi architetti e urbanisti di tutto il mondo.




Vai all'Archivio News